Questo tratto intestinale, lungo dai 6 a 8 metri, decorre dopo il duodeno
sino alla valvola ileocecale. Esso non è raggiungibile né
dal Gastroscopio dall'alto (Gastroscopia)
né dal colonscopio dal basso (Colonoscopia).
Per fare questa endoscopia, che si chiama Enteroscopia, si deve utilizzare
l'Enteroscopio, che è un endoscopio molto lungo. Le manovre per
arrivare così in profondità sono piuttosto cruente e necessitano
di una anestesia generale. Oltre a ciò, l'enteroscopia classica
non va oltre i 70-100 centimetri del primo tratto dell'intestino tenue,
che misura 6-7 metri di lunghezza.
Anche l'esplorazione radiologica tramite clisma del tenue presenta
limiti tecnici oggettivi, non permettendo la visione diretta della mucosa
intestinale. La capsula endoscopica o videocapsula ha dimensioni effettive
di 11 mm. di diametro per una lunghezza di 27 mm, facilmente ingeribile
da parte del paziente. L'involucro esterno, trasparente nella parte
frontale davanti all'obbiettivo, è di materiale plastico biocompatibile
e naturalmente indigeribile.
La capsula endoscopica o videocapsula o microcamera è in grado
di acquisire due immagini al secondo, per la durata di circa otto ore
dalla sua attivazione, corrispondenti all'autonomia delle batterie.
Automaticamente, le immagini vengono trasmesse ad un registratore digitale
per mezzo di otto sensori applicati all'addome del paziente secondo
un preciso schema. Il registratore è sostenuto alla vita del
paziente da un'apposita cintura regolabile.
In particolare si consiglia l'assunzione di 2 litri della diluizione di Selg Esse 1.000. La mattina dell'esame il paziente sarà digiuno ed assumerà 3-4 cucchiani di Mylicon gocce. Dopo aver ingoiato la videocapsula, potrà bere due ore dopo l'assunzione e prendere un the con 2 fette biscottate 4 ore dopo. Durante l'esame il paziente può lasciare l'ospedale e dedicarsi alle sue abituali attività, con l'unica avvertenza di evitare l'esposizione a campi magnetici, in grado di interferire con il funzionamento della capsula (per esempio la risonanza o il metal detector delle banche). Trascorse otto ore il paziente tornerà in ospedale per la consegna del registratore. Non si dovrà fare altro che scaricare le otto ore di registrazione in un apposito computer, dove un software provvede a compattare le immagini in un video di 45 minuti. La capsula verrà espulsa per vie naturali nell'arco di 24-48 ore seguenti.
II limite maggiore di questo strumento di indagine è che nella
sua forma attuale si presta esclusivamente allo studio dell'intestino
tenue e questo per due motivi.
Il primo motivo è che lo stomaco ed il colon hanno un calibro
piuttosto ampio e le sorgenti luminose della capsula non sono abbastanza
potenti per garantire l'illuminazione necessaria; il secondo è
che la capsula non è guidabile e quindi, sia nello stomaco che
nel colon, a differenza del tenue dove si infila perfettamente, tende
a girare su se stessa, riprendendo a caso e impedendo un'esplorazione
completa dell'interno dei visceri.
La capsula rappresenta uno strumento aggiuntivo e complementare nell'individuazione
di anormalità dell'intestino tenue, con particolare attenzione
alla ricerca delle cause di sanguinameto oscuro, al morbo di Crohn,
alla poliposi e alla celiachia refrattaria. L'indagine con videocapsula
è controindicata durante la gravidanza, in pazienti portatori
di pace-maker cardiaci o di altri dispositivi elettromedicali, in pazienti
gastroresecati o con restringimenti noti a carico dell'apparato digerente.
L'utilizzo della capsula endoscopica deve essere riservata a pazienti
selezionati, a completamento di un adeguato iter diagnostico. Anche
gli aspetti economici non sono trascurabili.
L'impossibilità di telecomandare la video capsula dall'esterno, di eseguire biopsie, di utilizzare questo strumento, a causa delle sue dimensioni, nei pazienti con stenosi intestinali, non ci permettono attualmente di applicare in maniera estesa questa metodica.
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